Castel San Lorenzo

CASTEL SAN LORENZO

 Paese del Vino e dell’Olio

Le colline che si succedono scoscese e dolci al contempo verso il fiume Calore; le vigne ordinate e ben esposte: così si presenta la Valle del Calore nella zona di Castel San Lorenzo. Cartolina Castel San LorenzoQui il clima mite, la particolare composizione del terreno e la millenaria cultura contadina favoriscono la produzione del noto vino DOC. La posizione geografica di Castel San Lorenzo è tra le migliori, rispetto ad altri paesi interni della nostra provincia, giacchè il paese dista solo 26 km dal mare per cui può essere scelto, durante il periodo estivo, come meta di alloggio da turisti che non amano il caos e soprattutto i prezzi della zona costiera. Inoltre la tranquillità, l’aria fresca d’estate (soprattutto nelle ore notturne), possono garantire dei validi motivi per riprendersi dallo stress e dallo smog della città. Si possono degustare cibi tradizionali, tipici dell’alimentazione mediterranea, tutto questo per offrire al turista non solo le pietanze della tradizione ma anche lo stile del mangiare mediterraneo, secondo l’esperienza della popolazione cilentana. Il viaggio che vogliamo proporvi ha inizio proprio a Castel San Lorenzo. Esso sorge a nord-ovest del fiume Calore, a 354 mt sul livello del mare ed è situato a circa 60 km a sud del capoluogo di provincia, Salerno. Le tante piacevoli colline danno al paesaggio circostante una forma di valle, detta Valle del Calore. Le sue colline sono ricoperte da una ricca vegetazione tra cui: castagni, ulivi e viti, che costituiscono gran parte delle risorse economiche della valle. Il paese è ricco di sorgenti di acqua potabile tra cui ricordiamo: fontana della Litania, fontana dell’Elice, di Laurenti e di San Lorenzo. Le vie del paese sono strette e ripide ma ricche di storia; vi è una grande piazza dove sorge il palazzo dei Principi Carafa.

STORIA

 Anticamente, dove Palazzo Carafaoggi sorge il paese di Castel San Lorenzo, vi era una folta boscaglia con una chiesa dedicata a San Giovanni Battista e (presso l’attuale cimitero) un monastero dell’ ordine di San Benedetto o Cassinese chiamato di San Lorenzo De Strictu, di cui si parla nella Bolla di Celestino III nell’ anno 1191, che venne canonicamente riconosciuto nel 1144. In questa Bolla il pontefice riconosce al cenobio una serie di proprietà e dipendenze, tra le quali le chiese di S. Martino, S. Donato dei Rebellari, S. Nicola di Frascio, S. Maria de Strictu e forse del villaggio stesso. Molto probabilmente la fondazione del cenobio si fa risalire a Guimario di Capaccio, morto nel 1137 nel monastero della SS. Trinità di Cava. L’attuale centro abitato si formò probabilmente nel corso del XII secolo attorno tre torri, in quanto la zona era infestata da ladri che svaligiavano i viandanti e specialmente la posta, che da Piaggine veniva portata a Salerno, uccidendone i corrieri. Queste torri (ora scomparse) erano situate una presso il coro dell’antica chiesa parrocchiale di San Giovanni, un’altra all’interno del Palazzo Principesco della famiglia Carafa e la terza “nel principio della via urbana detta del Fosso” (l’attuale via Pendino). Con la scomparsa dei briganti iniziò a formarsi il paese che, dalle “tre torri” (Castelli-Castra) fu denominato “Castello” e “San Lorenzo” dal nome del Santo a cui era dedicato il monastero e “De Strictu” dal vicino casale “Santa Maria De Strictu”. Castel San Lorenzo appartenne a Tancredi di Altavilla, Signore sia di Sanctum Laurentium che di Castellum Laurenti. Grazie ad una pergamena si ha notizia che nel 1166 Guglielmo, vescovo di Troia, vendette a Graziano Leone il bosco della curia di Castel San Lorenzo. Durante il regno di Federico II, le famiglie che dipendevano dall’abbazia di S. Lorenzo de Strictu furono addette alla manutenzione del castello di Capaccio. In seguito l’abate del cenobio, durante gli scontri tra l’Imperatore ed il Papa, si schierò per quest’ultimo e questo gli fece perdere la potestà civile sui vassalli soggetti .Tale potestà gli venne restituita da Carlo I d’Angiò. Carlo II donò, nel 1299, a Giovanni Pipino la metà di Castel San Lorenzo, mentre l’altra metà rientrò sotto la giurisdizione del monastero. Gli abati mantennero la giurisdizione civile del villaggio fino al 1497, anno in cui ne furono privati da re Federico d’Aragona, avendo reso omaggio a Carlo VIII. L’intero territorio fu allora venduto ad Antonio Carafa, principe di Stigliano. Il 14 settembre 1554 Gerolamo Carafa, signore di Felitto e detentore dei diritti originali su Monteforte, ottenne il titolo di principe di Castel San Lorenzo. I Carafa sono stati i feudatari di Castel San Lorenzo fino al 1806, quando, durante l’occupazione francese, venne abolita la feudalità.

MITI E LEGENDE

 Castello Principi Carafa: Si racconta che il castello aveva due entrate: una al piazzile e una in via Nunziatella (dalla quale la Principessa accoglieva gli orfani). A guardia del castello c’erano i filibustieri (guardie del Re), sistemati sulle garitte. Il Principe emanò una legge in cui era stabilito che le spose dovessero passare con lui la prima notte di matrimonio. Nel 1800 il Principe regnante, essendo molto crudele con il suo popolo, fu ammazzato da uno dei suoi sudditi. Gli successe il suo primo figlio soprannominato “il Principe Buono”. Questo Principe fu amato dal suo popolo e, ancora oggi, esistono posti e contrade che portano il suo nome: “La Difesa del Principe” e “Il Mulino del Principe”.

Leggenda dragonata: Anticamente dove oggi esiste questa via vi era un fitto bosco. Poco lontano, in una località chiamata “Tempa”, viveva un drago molto cattivo a forma di serpente con sette teste. Ogni tanto si spostava e arrivava fino al bosco lasciando con il peso del suo corpo un solco profondo nel terreno. Per questo motivo nel bosco non vi entrava nessuno. Un giovane guerriero forte e coraggioso, decise di averla vinta sul drago, la lotta fu dura e sanguinosa ma alla fine il giovane guerriero colpì a morte il drago, che perse molto sangue. Il mostro, ferito, cercò di raggiungere il fiume li vicino e bagnò di sangue la strada che attraversò. Per questo motivo fu chiamata via “Dragonata”.

 “I rurici purcidduzzi” : La leggenda narra che nell’ultima stanza del castello esistesse un tesoro:”Una scrofa con dodici maialini d’oro”. Per poter prendere questo tesoro, una persona entrò nella botola ma contrasse una malattia e morì. Da allora nessuno vi è più entrato.

“U’ munacieddu”:  Una delle leggende più note a Castel San Lorenzo riguarda un folletto con un mantello rosso e con il cappuccio calato sul viso detto il “monacello rosso“. Il monacello viveva nel castello principesco e si narra che donava delle monete d’oro a chi riusciva ad acchiapparlo, sfilargli il cappuccio e resistere al suo viso mostruoso.

“Ianare e Pumbanari”: Tutti coloro, donne o uomini, che nascevano a mezzanotte tra il 24 e il 25 Dicembre si trasformavano in lupi mannari nelle sole notti di Gennaio assalendo e spaventando le persone che incontravano . Gli uomini venivano detti “pumbanari” e le donne “ianare“. Questi, se punti anche solo con uno spillo, ritornavano umani, perchè gli bastava perdere anche solo una goccia di sangue perché ciò avvenisse. Si narra che le notti di luna piena le “ianare” si recassero dai bimbi ancora in fasce deformandone gli arti Il Brigante e la Principessa Si racconta ancora che nel 1860 la nostra vallata era abitata da un gruppo di ferocissimi briganti, che si nascondevano nelle grotte della Valle del Calore, nel bosco dello “Scaraviello” e nelle montagne. Il capo dei briganti si chiamava Ferdinando il Bravo, che era, come dicono i racconti, una persona istruita che cercava di costruire un piccolo stato del meridione. Si racconta che toglieva ai ricchi per dare alle persone umili, sulle orme del più famoso brigante d’Inghilterra Robin Hood. Egli organizzava, per festeggiare alcune ricorrenze, delle feste danzanti dove partecipavano anche le persone della comunità di Castel San Lorenzo e per questo era ben voluto da tutti. Si narra che un sabato d’Agosto del 1860, con un caldo incredibile, la nostra vallata fu attraversata da una carrozza scortata da diversi cavalieri, che, passando poi per la Calabria, si sarebbe recata a Palermo. A bordo di questa carrozza c’era una bellissima donna austriaca che si chiamava Arianna. Ferdinando seppe del passaggio della carrozza e decise di rapinarla. Con i suoi briganti assalì la carrozza e mise fuori combattimento tutte le guardie che la scortavano. Quando, però, andò per prendere le casse che contenevano oro e argento, nell’aprire lo sportello vide il volto impaurito ma bellissimo di questa donna austriaca, quasi all’istante se ne innamorò. La ospitò con tutti gli onori e dopo un pò le chiese di rimanere per sempre in questa vallata. La giovane Arianna, sebbene attratta dalla sua vita di sempre, anch’essa innamorata di Ferdinando, decise di rimanere in questa terra sposando il suo brigante.

TRADIZIONI POPOLARI E FESTE RELIGIOSE

Uccisione del maiale:  L’uccisione del maiale è per il popolo castellese una tradizione molto sentita, nonché una vera e propria festa. Durante le vacanze natalizie, in genere tra Capodanno e l’Epifania, tutta la famiglia si adopera a compiere questo rito. E’ importante scegliere il giorno in cui uccidere il maiale, in quanto la lavorazione delle carni non deve essere assolutamente effettuata durante il plenilunio altrimenti si rischia che le carni vadano a male. Altra consuetudine tipicamente castellese è il pranzo che segue l’uccisione del maiale, al quale partecipano tutti i membri della famiglia, compresi zii, cugini, nonché compari ed amici in un clima di allegria, accompagnato da fiumi di vino e cibi succulenti.

Ricorrenze e circostanze importanti: La festa religiosa è sempre un avvenimento sentito in paese, perciò la popolazione vi partecipa numerosa e fa sì che il misto di folklore e cultura che le accompagna si mantengano inalterati nel tempo. Le feste religiose riguardano soprattutto i festeggiamenti ai cinque Santi protettori del paese che sono: S. Giovanni Battista, S. Cosma, S. Damiano, S. Luigi e S. Francesco. La festa di San Giovanni Battista, il Santo patrono, si svolge il 24 Giugno ed è anticipata da una novena di nove giorni durante la quale i fedeli si riuniscono per venerare oltre al Santo patrono anche gli altri protettori. Il giorno della festa si organizza una lunga processione che attraversa molte vie del paese dove le statue dei cinque Santi vengono trasportate sulle spalle lungo tutto il tragitto. La festa dei Santi Medici Cosma e Damiano è molto sentita dai fedeli, essa si festeggia a Castel San Lorenzo il 27 Settembre. Anche questa ricorrenza religiosa è preceduta da una novena ed caratterizzata da una è processione simile a quella in onore del Santo patrono. Sono numerosi inoltre, fiera di San Giovannii fedeli dei paesi limitrofi che a piedi, per devozione ed in segno di penitenza, raggiungono all’alba la chiesa per onorare i miracolosi Santi. Tra le altre ricorrenze si ricordano quelle di San Lorenzo che si festeggia il 10 Agosto, quella della Madonna della Stella che coincide con la prima domenica di Agosto e quella della Madonna del Monte il 15 Agosto. La maggior parte di questi appuntamenti religiosi sono accompagnati da momenti folkloristici di notevole interesse. Essi si manifestano ad esempio durante le processioni quando vengono fatte sfilare le cosiddette cente votive che sono composte da cento candele e l’oro dei Santi che è custodito in appositi contenitori di legno. Tutto il tragitto della processione è accompagnato dalle note delle bande musicali ed in punti specifici dai fuochi d’artificio che scandiscono i vari momenti del percorso. In occasione delle due maggiori festività vengono allestite delle fiere il 23 Giugno ed il 24 Settembre che anticipano rispettivamente la festa di S. Giovanni battista e dei S.S. Cosma e Damiano.

Notizie tratte dalla Raccolta di Informazioni a cura dell’ Associazione CAST il MULINO

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